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Launching a Mobile Game Business

Anthony Hurtado, veterano del mondo mobile, affronta in “Launching a Mobile Game Business” sul blog di GameAnalytics, un’interessante analisi, sugli step da fare PRIMA di pensare al gioco, prima di commettere clamorosi errori e ritrovarsi dopo anni senza nulla in mano.

Dall’avvento dell’App Store, nel lontano 2008, i giochi mobile hanno dominato il mercato delle app, registrando anno dopo anno record in download e in ricavi. Ogni giorno vengono pubblicati migliaia di giochi mobile, e verrebbe da pensare che fare giochi mobile sia il business definitivo. Sicuro! Come se bastasse progettare e realizzare un gioco e “il gioco è fatto”: successo, fama e fortuna. Giusto?

La verità è che più del 90%, oserei dire anche il 99%, dei giochi presenti sui vari app store sono diventati giochi zombie. Tecnicamente vivi, ma praticamente morti, annegati nell’oceano di app che ha sommerso il mercato negli ultimi anni.

Nell’articolo linkato in basso, spiega 3 step fondamentali, che condivido a pieno:

  1. Define the end goal: lo fai per passione? Come stile di vita per racimolare qualche centesimo? O lo fai per business? Gli step successivi sono validi se il tuo obiettivo è il business.
  2. Genre selection: in quale genere si va a collocare la tua idea? O meglio ancora, per quale genere devo farmi venire un’idea? Valutare prima di tutto i generi che presentano, come lui lo definisce, un basso fattore di saturazione (Saturation Ratio). E soprattutto stimare nel dettaglio tutti i costi, non solo quelli di sviluppo, ma di marketing, mantenimento e acquisizione.
  3. Customer Revenue Research: quale modello di business conviene scegliere per il tuo gioco ed in base alle scelte negli step precedenti? Che tecniche di monetizzazione utilizzano i competitor nella top 10, top 20 o top 100?

Settimana prossima aggiornerò l’articolo per inserire il link alla seconda parte.

 

Launching a Mobile Game Business (Part 1)

AdEspresso analizza 37k Facebook Ads ed ecco cosa hanno imparato

AdEspresso, start-up più o meno italiana che si occupa di aiutare a creare ed ottimizzare campagne pubblicitarie su Facebook, ha analizzato 37.249 Facebook ads e ne ha ricavato delle conclusioni molto utili.

I dati che ne escono fuori suggeriscono delle linee guida da tenere a mente quando si decide di lanciare campagne pubblicitarie.

Ecco alcuni esempi:

  • Le Headline più popolari sono lunghe 5 parole
  • 14 parole per il testo del post
  • La parola più popolare “You”
  • 69% dei link punta ad una Landing Page dedicata
Link:

We Analyzed 37,259 Facebook Ads and Here’s What We Learned

 

Un pisolino è più efficace della caffeina

Cosa ho imparato oggi:

Se sei stanco e stai lavorando non bere caffè, fatti un riposino!

Farsi un pisolino quando si è stanchi fa bene per tantissimi motivi, aiuta la creatività, la soglia di attenzione, fa vivere più a lungo, ci aiuta ad apprendere meglio nuovi concetti, ecc… ecc… Ma forse lo abbiamo sempre saputo, siamo solo dei drogati di caffeina e non riusciamo a smettere…

Il pisolino perfetto

Primo fattore il tempo: 20 minuti ti migliora l’umore, 45 minuti ti migliora la creatività, 90 minuti attraversi tutte le fasi del sonno e ti svegli una bellezza.

Trova un posto buio e silenzioso, distenditi (altrimenti impieghi più tempo per addormentarti) ed aiutati con della musica rilassante (white noise).

Dormi e non sentirti in colpa per il tempo che stai perdendo a dormire, migliorerà tantissimo la tua vita in tutti gli aspetti.

E se proprio ami il pericolo puoi adottare la tecnica del “Caffeine Nap” che consiste nell’assumere una tazza di caffè prima di farsi un pisolino di 15-20 minuti, che corrisponde al tempo che impiega il caffè per percorrere il nostro intestino ed essere assorbita. Quando ci si sveglia si avrà tutta la carica del caffè e l’energia del cioccolato!

Link:

The Science of the Perfect Nap

Reboot Your Brain with a Caffeine Nap

How Long to Nap for the Biggest Brain Benefits

Naps Can Seriously Improve All-Day Learning Abilities